“Forse qualcuno li prenderà come sogni di mezza estate ma noi sogniamo di cambiare il Pd e il paese”, con queste parole del “piombino” Giuseppe Civati ci presentiamo.
A Livorno, come nelle altre province toscane, si è costituito il Coordinamento territoriale della Mozione Marino
Ne fanno parte Donne e Uomini che vogliono un Partito Democratico vivo e vitale. Siamo un gruppo “variopinto” siamo comuni iscritti, siamo amministratori, siamo persone con e senza esperienza politica, siamo Donne e Uomini che rappresentano le varie professioni di questa società (professionisti, ricercatori, docenti, dipendenti pubblici, operai) con un grande progetto: Vivere il PD. E per dirla con parole di Gandhi “La felicità non viene dal possedere un gran numero di cose, ma deriva dall’orgoglio del lavoro che si fa”
Il partito che vogliamo vivere sarà:
Un partito che riparta dalle persone. Dalla qualità e dai bisogni delle loro vite, e anche
dalle loro attese e speranze.
Un partito che abbia una direzione politica chiara, frutto della partecipazione dei suoi
aderenti e dei suoi sostenitori.
Un partito che non sia centralista né autoreferenziale
Un partito che voglia restituire dignità alla politica
Un partito primario e dopario, capace di aprire alla società la scelta delle persone e delle idee che promuove.
Un partito che si dia delle regole comprensibili e semplici, che siano rispettate.
Un partito laico.
Un partito che faccia rete, in tutti i sensi: un partito che tenga collegate e che miri ad
integrare le esperienze dei circoli con quelle del web.
Un partito che sia esigente soprattutto con se stesso.
Un partito che sia partito e democratico.
Il filo conduttore delle scelte politiche e programmatiche del partito che vogliamo è l’idea stessa di DEMOCRAZIA.
Una Democrazia che, come dice Marino, non è data una volta per tutte, ma che va nutrita, curata e rafforzata attraverso scelte politiche mirate: dalla singola comunità cittadina alle istituzioni pubbliche, fino alle comunità internazionali di cui l’Italia è parte. Per noi la democrazia non può definirsi tale se continua a escludere le donne dalla vita pubblica e dai luoghi decisionali, che si priva del loro sguardo sul mondo, uno sguardo che tiene insieme ed arricchisce tutta la società.
L’Italia non deve essere più il paese dove le “pari opportunità” sono un dipartimento di Palazzo Chigi e non un principio chiaro che dovrebbe riguardare tutti e che significa semplicemente che ognuno, ogni singolo individuo, indipendentemente dal sesso, dall’età, dagli orientamenti personali, dalla condizione sociale, dalla provenienza geografica, deve avere la possibilità di dimostrare quanto vale.
Ci presentiamo così: italiani e democratici.
“Apertura. Coraggio. Merito. Protezione. Libertà”. (Ignazio Marino)
IL COORDINAMENTO TERRITORIALE MOZIONE MARINO
Con questo pensiero di Gandhi ho passato la parola a Daniela Lastri
”Chiamare la donna il sesso debole è una calunnia; è un’ ingiustizia dell’uomo nei confronti della donna. Se per forza s’ intende la forza bruta, allora sì, la donna è meno brutale dell’uomo. Se per forza s’ intende la forza morale, allora la donna è infinitamente superiore all’uomo. Non ha maggiore intuizione, maggiore abnegazione, maggior forza di sopportazione, maggior coraggio? Senza di lei l’ uomo non potrebbe essere. Se la non violenza è la legge della nostra esistenza, il futuro è con la donna [...]. Chi può fare appello al cuore più efficacemente della donna?
Se soltanto le donne dimenticassero di appartenere al sesso debole, non ho dubbio che potrebbero opporsi alla guerra infinitamente meglio degli uomini.”


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